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Presentazione del libro di Gian Maria Aliberti Gerbotto: L'Ottavo Giorno di Katarina

25 novembre sabato
Ore 17:00
Alba
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Gian Maria Aliberti Gerbotto, giornalista e scrittore saluzzese, è nato a Bagnolo (CN) nel 1972.
Giovane Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, é stato professore a.c. nei Master in "giornalismo e comunicazione" dell'Università del Piemonte Orientale.
Iscritto all'Ordine nazionale dei Giornalisti, nella sua carriera ha collaborato a lungo con il settimanale del Corriere della Sera; le pagine Periscopio di Panorama, le rubriche Antenna de La Stampa e Indiscreto di Tv Sorrisi e Canzoni. Ha scritto per L’Espresso, Capital, Oggi, Specchio, Telesette, Donna Moderna, Cosmopolitan, Max, GQ, Gente... Celebre la sua decennale rubrica di interviste indiscrete su Vanity Fair. Ha lavorato anche per la radio e la televisione Sky TG24. Nel 2002 ha pubblicato, allegato ad un noto mensile, un libro d'interviste ai vip (Ed. Futura-Jackson); nel 2006 Visti da vicino (Fusta) - Prefazione Alain Elkann; nel 2007 Il Vippaio - Pref. Maurizio Costanzo (Piemme) entrambi a favore della Ricerca sul Cancro; nel 2009 Strano Amore - Pref. Franca Rame (stampato da Mondadori) pro lotta all'Aids. Nel 2011 Il metodo antisfiga - Pref. Lino Banfi e Card. Ersilio Tonini, (distribuito da De Agostini), e nel 2014 Sopravvivere ai rapporti di coppia - Pref. Emilio Fede (distr. da Rcs) ancora per beneficenza.

L'Ordine del vero - Pref. Roberto Giacobbo, edito nel 2015, è il suo primo thriller. La scorsa estate è uscito Basta Partire - Pref di Camila Raznovich (distribuito e promosso da Rizzoli Libri).  A fine 2016 è uscito il suo secondo romanzo La vacanza italiana - Prefazione di Marco Berry.

A fine anno uscirà il suo terzo giallo: "L'Ottavo Giorno di Katarina", con la Prefazione della criminologa Roberta Bruzzone.


SINOSSI del libro "L'ottavo giorno di Katarina"
(Prefazione della criminologa Roberta Bruzzone)
Una stimata e rinomata artista del Saluzzese, non è tornata a casa. Suo marito, si preoccupa, ma le forze dell’ordine, in un primo tempo, gli dicono di aspettare, pensando a un allontanamento volontario. Ma l’indomani non ci sono più dubbi, lei non è tornata e prende corpo l’ipotesi di un reato. Suo marito, per prassi, è il primo indiziato. Lui si difende, dice che la moglie era a casa, la sera prima, e che come sempre stava dando lezioni di pittura a qualcuno dei suoi molti allievi. Ma quando lui è tornato lei non c’era. Gli inquirenti analizzano il grande studio-atelier della donna: c’è un cesto di frutta pronta per essere dipinta, c’è la tela sul cavalletto. Tutto sembra normale. Ma dai rilievi salta fuori una traccia di sangue, sul tappeto. Scatta la caccia all’uomo. All’ipotesi iniziale della scomparsa si associa quella dell’omicidio, del femminicidio. Chi era l’allievo a cui la pittrice stava dando lezione? Che cosa è successo di così sanguinario fra i due? La sua agenda sparita, con lei. Un indizio scovato con formidabile intuizione dal Comandante dei Carabinieri porta a una grande azienda alimentare del Cuneese, ma la pista sembra fermarsi in quel luogo. Poi, scavando fra i suoi ricordi, il marito rivela che sua moglie aveva parlato di un allievo americano residente a Saluzzo. I carabinieri non hanno dubbi. C’è un solo americano che di recente si è trasferito in città ed è John Alberti. L’americano viene interrogato. Era lui l’allievo della natura morta, è stato lui l’ultimo ad aver visto la donna prima della scomparsa. La posizione di John si fa critica. Il cugino saluzzese cerca di proteggerlo, ma amici e conoscenti sembrano già aver emesso il verdetto: il brillante e seducente straniero ha percepito il fascino della donna, ma è stato rifiutato e il suo sangue latino non ha sopportato l’oltraggio. Le cose precipitano, John è nei guai, ma ecco che un nuovo colpo di scena irrompe e modifica lo scenario dell’accusa. All’improvviso, l’ipotesi della scomparsa torna a prevalere su quella dell’omicidio. Ma chi ha interesse a tenerla prigioniera? E perché? C’è materiale per Chi l’ha visto?, ma il maresciallo non è convinto. Saluzzo è una città piccola, dove tutti si conoscono, tutti sanno tutto di tutti. Qualcuno deve pur sentito una mezza frase, un commento piccante… Gian Maria usa tutte le sue tecniche mondane per esplorare il non detto della città. Prende caffè e siede al tavolo dei ristoranti della zona, conducendo una sua indagine parallela, tesa a scagionare il cugino. Ma un duplice evento cambia ancora all’improvviso le carte in tavola. Di colpo, si aprono nuove inaspettate prospettive e il finale si apre una soluzione tanto imprevedibile quanto sorprendente perché nulla è come sembra.

 

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