Agli inizi degli anni trenta il Palio degli Asini era un’occasione di festa e di allegria, uno spettacolo offerto ai visitatori della neonata Fiera del Tartufo; i promotori e gli organizzatori si divertivano come ad una sagra di paese nel cuore della città.
Nel 1967, riproponendo il Palio dopo le brevi edizioni corse negli anni dell’immediato dopoguerra, si cercò di trovare il riferimento storico, l’aggancio con il comune medioevale, si improvvisarono borghi, stemmi e colori per una sfilata che fosse al tempo stesso evento di folklore e rievocazione storica: nacque così la Giostra delle Cento Torri che doveva rappresentare la storia medioevale albese. Il termine scelto rimandava ai tornei individuali riservati ai giovani delle famiglie nobili che spesso gareggiavano per farsi conoscere, guadagnare i favori di una ricca fanciulla o almeno un ingaggio per una delle numerose guerre ed assicurarsi, in tal modo, un castello ed un titolo che la vittoria quasi sempre garantiva. L’intenzione era, infatti, di rievocare qualcosa di storico e popolare ad un tempo: la vita del libero comune medioevale.
Da allora i vivaci e fantasiosi colori dei drappi e degli stemmi ormai tradizionalmente consolidati, ma non storici dei borghi cittadini tornano a fiorire ogni anno ad Alba con la policromia autunnale delle colline di Langa e di Roero e con il tartufo che profuma intensamente tra querce, tigli, salici, pioppi e celebra la sua antica fiera ed animano le vie ed i corsi della città, rievocando i quartieri, le vicinie e le camparie del comune medioevale. È tempo di Palio, ma invece dei cavalli sono gli asini, più umili e più comici, a contendersi in una corsa un drappo che ogni anno viene accuratamente dipinto.
La Giostra si compone di tre momenti tra loro collegati: l’Investitura del Podestà, la rievocazione storica di uno o più episodi di vita medioevale proposti dai borghi ed il Palio degli Asini.
Negli ultimi anni i tre eventi hanno subito una differenziazione più marcata: seri, compassati e con riferimenti storici sempre più precisi, i primi due costituiscono una manifestazione folkloristica di alto livello, mentre il terzo, popolare, farsesco, ironico ed originale, ha assolto il fine di divertire, coinvolgere gli spettatori e proseguire una tradizione radicata nel costume albese.
Gruppo Storico della Giostra delle Cento Torri
Il Gruppo Storico della Giostra delle cento Torri inizia ad operare nel 1980 partecipando alle più importanti manifestazioni e rievocazioni storiche che periodicamente hanno luogo nelle varie città d’Italia.
Esso è formato dal Gruppo degli Sbandieratori della Città di Alba e dalle autorità del Comune: Podestà, Capitano del Popolo, Giudice, Notaio, Nobili, Dame, Damigelle ed Armigeri.
Il Gruppo degli Sbandieratori della Città di Alba è nato nel 1969 per riportare in vita quegli antichi giochi della bandiera che avevano lo scopo di vivacizzare e colorire le cerimonie più prestigiose nel periodo tra il XII ed il XVIII secolo e che ogni anno ravviva la sfilata storica ed il Palio degli Asini.
Nel 1974, grazie all’ottima affermazione del Gruppo anche al di fuori delle mura cittadine, viene offerta, da parte del Comune di Alba, la possibilità di fregiarsi dei colori bianco e rosso ed essere, quindi, i rappresentanti ufficiali della capitale delle Langhe sia in Italia che all’estero.
Da allora gli Sbandieratori di Alba sono l’unico vettore pubblicitario della rievocazione storica del “Palio degli Asini” nonché promotori indiscussi della cultura e dell’enogastronomia albese.
Il Gruppo Sbandieratori Città di Alba è costituito da 35/40 elementi suddivisi tra alfieri, tamburini, chiarine e portavessilli.
Il repertorio che il gruppo normalmente esegue è suddiviso in rappresentazioni individuali, di piccoli gruppi e corali tratte dalle antiche tradizioni militari opportunamente rivedute ed adattate alle esigenze coreografiche che sviluppano uno spettacolo ricco di colore, tecnica e spettacolarità.