Fiera Nazionale del Tartufo Bianco d'Alba Tartufo Alba
 
 

Fiera
News
Eventi
Calendario
Galleria fotografica
Links

Curiosità
Borghi
Cos'è il tartufo
Cartoline virtuali

Shopping
La mia fiera

Istituzionale
Ente Fiera
Mailing List
Contatti
e-mail
Home

 

Borgo dei "Patin"
e Tesor

l borgo, che comprende parte del quartiere di San Biagio, ha uno stemma con simboli piuttosto singolari: uno scudo spaccato negli smalti rosso e turchino con una moneta d'oro sovrapposta e la scritta BORG DIJ PATIN E DEL TESÒR. Al centro è stata inserita una ciabatta.

I simboli usati, anche se non rispettano le regole araldiche, volevano esprimere chiaramente l'agiatezza e la laboriosità degli abitanti di questa zona della città, mentre la scelta di una calzatura così povera voleva mettere in risalto l'umiltà della gente che, se avesse voluto, con la potenza del denaro avrebbe potuto ostentare un'esistenza certamente di tono diverso.

La ciabatta e l'oro, comunque, hanno probabilmente un significato storico: nel passato, nel borgo, si dice operassero laboratori di metalli preziosi, e calzolai di prestigio vendevano merci nella Via Maestra e nella zona della Porta di S. Martino.

La storia del Borgo dei Patin, come quella del Fumo, della Moretta e Santa Barbara, è antichissima e si perde nella preistoria. Forse le tracce più antiche di antropizzazione, quando Alba non era che un territorio fitto di boschi intervallati da radure, sono proprio di questo luogo, in particolare verso la Cherasca, dove l'archeologo G.B. Traverso, verso la fine del secolo scorso, trovò reperti risalenti al V millennio a.C.

Certo oggi non riusciamo ad immaginare un villaggio di capanne nella zona oltre la circonvallazione verso il ponte della ferrovia, dove il torrente Cherasca era un punto di riferimento per un sito umano, ed è difficile pensare ai bastioni romani che passavano nel cuore del borgo, e che gli scavi archeologici del 1974 hanno messo in luce in via Cuneo. Ma è anche difficile pensare al Medioevo, alla Porta di S. Biagio situata pressappoco verso la fine dell'odierna Via Paruzza e alle fortificazioni abbattute a tratti prima del secolo XVIII e definitivamente nel 1790, quando le cinte fortificate non avevano più scopi militari. Questi luoghi, trasformati allora in orti e giardini, e invasi selvaggiamente negli ultimi decenni da palazzi privi di qualsiasi senso estetico, non possiedono tracce di costruzioni importanti che non siano residui di mura fortificate o parte della massiccia mole del Vescovado.

Il Borgo dei Patin è delimitato da Piazza Savona (condivisa col Borgo di San Martino), e da Via Paruzza, che segna i limiti con San Lorenzo. A Sud, la suddivisione col Borgo di Santa Barbara è data dalla ferrovia diretta a Neive e Castagnole; quando fu costruita, nel 1864, divideva un grande territorio destinato a campi e orti, e solo più tardi, nel 1925, in seno al suo arco dal tracciato perfetto, venne costruito il complesso di S. Paolo con il tempio e la nuova piazza.

La piazza, livellata negli anni '30 con il terreno ricavato dalle fondamenta dei palazzi di Via Roma, assunse in quel tempo una notevole maestosità architettonica per lo slancio della facciata della chiesa e degli edifici posti a lato. Il luogo, in virtù della sua ampia superficie, ospitò diverse edizioni del Palio e sino agli anni cinquanta fu sede del mercato della frutta e dell'uva, in quanto la vicina Piazza Savona in autunno non riusciva ad ospitare le lunghe carovane di arbi ricolmi d'uva.

Vittorie: 1969, 1970, 1975, 1988, 1993, 1994, 1995, 1997, 1999, 2000, 2005.

www.borgopatinetesor.com

 
Ente Fiera