Chi dal centro storico si reca in Corso Piave (o si accinge a fare il percorso in senso inverso per entrare nella città attraverso il Borgo di San Martino), oltrepassato il ponte, avverte immediatamente il contrasto tra le due zone. Il ponte, quasi un confine, barriera e pedaggio, una volta continuamente avvolto dal fumo delle locomotive a vapore, separa simbolicamente due mondi, tanto da far apparire questo borgo più "borgo" degli altri.
«Andoma an Alba», andiamo in Alba, dicevano in passato gli abitanti di questa zona situata fuori le mura. Allo stesso modo degli Albesi che, quando si recavano nel Roero, attraversando il Tanaro dicevano «andoma an Piémont».
Sulla biforcazione tra Corso Piave e Corso Europa si trova il Borgo del Fumo, zona anticamente compresa nella Camparia del Vivaro, una delle sette Camparie in cui erano divisi i territori fuori dalle mura della città.
Lo stemma, ideato nel 1967, riproduce uno scudo inquartato con i quattro simboli del borgo: la ciminiera con il fumo, che ha dato il nome al borgo, e fa riferimento alle numerose fornaci di laterizi che fin dal tempo della Repubblica Romana erano operanti nella zona (fanno fede i ritrovamenti di laterizi avvenuti nel borgo tra il XIX e l’inizio del XX secolo) il sole, la stella, il drago; gli smalti sono l'oro e il rosso. Dei simboli rappresentati, solo il drago non ha nessun riferimento storico: venne infatti scelto per rappresentare il carattere della gente, e come segno di irruenza e di forza. D'altronde, non si sarebbe potuto trovare un simbolo più adatto per quella gente che, vivendo fuori dalla cinta muraria, era maggiormente esposta ai pericoli di scorribande ed alle incursioni nemiche.
Possiamo dunque capire il carattere fiero e laborioso, intraprendente e diffidente sviluppato nel tempo dai suoi abitanti, ma non l'aggressività che i borghi storici antagonisti attribuiscono loro: si tratta in realtà del desiderio di essere allineati ai borghi del centro che beneficiano per loro fortuna della struttura stessa della città.
Gli altri tre simboli dello stemma, invece, vennero scelti sulla base di una precisa motivazione storica; il loro significato, conosciuto da pochi, serve a creare un senso di mistero, così come nelle volontà degli ideatori: il sole e la stella ricordano i viaggi dei pellegrini diretti all'abbazia benedettina dei SS. Cassiano e Frontiniano, e diretti poi a quelle famose di Francia e Spagna.
Il borgo iniziò la propria attività già nel 1967, il primo anno di Palio dopo una lunga pausa. I borghigiani, che hanno iniziato con nulla, oggi possono vantarsi di aver gettato le basi di uno dei borghi più rappresentativi di Alba. La vastità del territorio, lo sviluppo disarmonico del tessuto urbano crearono grossi problemi, e non fu semplice, in una continua espansione, gestire ed amalgamare i nuovi arrivati, accettando la loro diversa identità senza disperdere le caratteristiche peculiari degli abitanti e le loro autentiche tradizioni.
Le sedi del Borgo del fumo sono state tutte ugualmente importanti: il Bar Piave, poi presso il mobilificio F.lli Berutti, presso la casa vinicola Felice Bonari, in via Damiano Chiesa presso Casa Barbero e attualmente in via Fabio Filzi presso Casa Tezzo.
Fanno parte del borgo un nutrito e valente gruppo di giovanissimi sbandieratori e musici che si dedicano con grande impegno a questa disciplina. Il presidente, dal 1983, è la signora Marita Marolo.
“La particolarità del nostro Borgo”, spiega, “è che ogni membro del comitato è specializzato nella creazione e realizzazione artigianale di costumi, gioielli, armi, ambientazioni medievali, lavorazioni in legno e tutto quanto concerne la preparazione delle sfilate e manifestazioni storiche. In occasione della giornata medievale, spicca la nostra notevole attitudine enogastronomia. Inoltre, è attivo il Gruppo di Sbandieratori e Musici formato da giovani e giovanissimi”.
Vittorie: 1947, 1948, 1968, 1970.
Per contatti:
borgodelfumo@libero.it
http://www.albain.com/borgodelfumo