Nel 1985, un comitato di volenterosi regolarmente costituito, propone all'Ordine dei Cavalieri della Giostra delle Cento Torri e di Langa la costituzione del Borgo di Santa Rosalia: una zona di periferia situata oltre il territorio del Borgo del Fumo e del Borgo Moretta.
Nel 1986 il Consiglio della Giostra accetta la richiesta e, tra non poche polemiche, presenta ufficialmente il borgo alla città. LNel 1985, un comitato di volenterosi regolarmente costituito, propone all'Ordine dei Cavalieri della Giostra delle Cento Torri e di Langa la costituzione del Borgo di Santa Rosalia: una zona di periferia situata oltre il territorio del Borgo del Fumo e del Borgo Moretta.
Nel 1986 il Consiglio della Giostra accetta la richiesta e, tra non poche polemiche, presenta ufficialmente il borgo alla città. Le motivazioni sono chiare. Si ritiene, infatti, necessario dare una opportuna organizzazione ad un territorio situato fuori dal centro storico: una zona che s'appoggia al Borgo Moretta in Corso Enotria, presso la scuola elementare, e a quelli di Santa Barbara e del Fumo, all'incrocio di Via Rorine con Strada Cauda. Un borgo difficile da gestire a causa dell'estensione e per la frammentarietà del tessuto urbano, che oltre la zona dell'Enotria si disperde e si struttura in residenze unifamiliari sparse lungo la collina; una popolazione che, pur gravitando sulla città, non si identifica talvolta con la gente di Borgo Moretta e Borgo Piave.
Si tratta di un borgo nuovo che sta costruendo faticosamente il proprio avvenire e che, anche se il territorio ha una giusta collocazione nella storia, vi sono, al momento, difficoltà per definire il curriculum di tradizioni storiche che si merita. Un ambiente, quindi, da studiare e considerare anche per le bellezze naturali che si riflettono nel dolce profilo delle colline; un territorio che anticipa le terre più rudi dell'Alta Langa e che si nobilita e si arricchisce grazie all'ordine dei vigneti in imprevedibili geometrie.
Il borgo ha dovuto tenere conto di questi fattori ambientali ed, ancora oggi, lamenta difficoltà di gestione dovute alla non omogeneità dei nuclei abitativi, borghi satelliti situati tra città e campagna. L'ambiente stesso costruisce l'uomo e, di conseguenza, i borghi. In quelli di periferia, è noto, si accentua il campanilismo, il desiderio di staccare quel cordone ombelicale che li lega al centro storico, per costruirsi una identità propria. Forse è giusto. La dispersione della struttura urbana trova riscontro nella ricerca di coesione umana e organizzazione, più sentita che nella città.
I primi rappresentanti avevano avvertito in anticipo queste caratteristiche ambientali e le avevano espresse con precisione tramite i simboli dello stemma scelto: le cinque barre rosse in campo argento.
L'aquila che spezza la catena esprime le difficoltà incontrate nella costituzione del borgo. Ma la catena ha, per tradizione, un significato di dominio e potrebbe rappresentare anche la concordia e la fedeltà. Le cinque barre simboleggiano le località che costituiscono il borgo: Vedetta, Moncarretto, Santa Rosalia, Enotria e Rivoli. Lo stemma è, infine, sormontato da un elmo piumato con corona.
Vittorie: 1989.