Intelligenza Naturale

Intelligenza Naturale: è sempre più diffusa l’aggettivazione di un sostantivo che fino a poco tempo fa non era necessario distinguere da altro.

Sappiamo veramente cosa sia l’intelligenza?

Dal dizionario Treccani, Intelligenza è: «quel complesso di facoltà psichiche e mentali che consentono all’uomo di pensare, comprendere o spiegare i fatti o le azioni, elaborare modelli astratti della realtà, intendere e farsi intendere dagli altri, giudicare, e lo rendono insieme capace di adattarsi a situazioni nuove e di modificare la situazione stessa quando questa presenta ostacoli all’adattamento»; una facoltà propria dell’uomo, continua, che si sviluppa gradualmente a partire dall’infanzia, «accompagnata dalla consapevolezza e dall’autoconsapevolezza».

Addentrandoci nelle definizioni si apre davanti a noi uno contesto indeterminato, solitamente legato alla descrizione della capacità umana, escludendo altri esseri viventi dotati di apparati sensoriali superiori. Per la scienza l’intelligenza è il frutto di un organo, il cervello, produttore di pensiero e tale idea esclude una serie di altri mondi, quale quello vegetale, in quanto non ne sono dotati.

Citando lo scienziato Stefano Mancuso, l’idea di intelligenza dovrebbe essere più inclusiva, definendola “la capacità di risolvere i problemi”. Il peso della vita sulla terra è composto per l’88,6% dalle piante, dallo 0,3 dagli esseri umani, dai mammiferi, pesci, rettili e volatili, l’1,2% da funghi ed il resto sono microorganismi.  Essendo dotato di cervello solo lo 0,3% degli esseri che popolano il pianeta, Mancuso ritiene insostenibile la tesi che il 99,7% della natura sia “stupida”.

Parametrare il concetto di intelligenza sull’essere umano, l’essere il termine di paragone, la misura per definire l’intelligenza, preclude l’inclusione di altri mondi che, senza le caratteristiche di dimensione, mobilità e materia celebrale, risolvono problemi ed evolvono. Le piante hanno diffuso su tutto il corpo ciò che gli animali hanno concentrato negli organi. Hanno un’estrema diffusione di competenza, una minor efficienza ma una capacità di resistenza straordinaria. Se non comprendiamo la differenza e guardiamo le piante come “animali con una serie di deficit” non capiamo la straordinaria complessità di questi esseri viventi, estremamente più sensibili degli umani ed altrettanto in grado di apprendere, avendo la capacità di memorizzare. Per capire questo mondo occorre guardarlo con la lente della ragione in quanto un sistema di vita completamente diverso è difficile da comprendere intuitivamente.

Mancuso sottolinea che “l’intelligenza è la capacità di percepire l’ambiente e di trovare la soluzione. Le piante riescono a fare entrambe le cose.” Possiamo quindi affermare che le piante sono esseri intelligenti, anche più intelligenti dell’uomo nell’accezione della capacità di risolvere problemi. Lo dimostra il momento in cui viviamo nel quale la nostra specie rischia gravi conseguenze perché sta distruggendo l’ambiente in cui vive. Le piante non l’avrebbero mai fatto…

Ha dunque senso parlare di intelligenza naturale e cercare di dare voce al Tuber magnatum Pico, il Tartufo Bianco d’Alba, che fa parte di una specie, i funghi, che ha un peso in termini di vita sulla terra quattro volte superiore al regno animale e agli esseri umani.

Nel corso delle ultime edizioni della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba abbiamo cercato di dare un contributo al dibattito globale sul cambiamento climatico e sostenibilità partendo dall’evidenza di ciò che sta accadendo sul nostro territorio, con le conseguenze sul mondo del Tartufo e sulle piante che lo generano, così come ai vigneti e noccioleti.

Consapevoli della necessità di porre in essere delle iniziative concrete per salvaguardare la nostra specie e garantire un futuro all’esistenza del Tartufo, ci siamo attivati con piccole ed esemplificative azioni quali cura e manutenzione dei boschi, piantumazione di nuovi alberi per garantire biodiversità e assorbimento di CO2.

Se riusciremo a perseguire gli obiettivi di tutela, l’intelligenza naturale degli esseri umani e dei loro cani potranno fare il resto nella cerca e cavatura dei Tartufi, tramandando pratiche e conoscenze che, a partire dalla cura degli ambienti tartufigeni, sono state riconosciute patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.

L’organizzazione della Fiera Internazionale del Tartufo sulle colline di Langhe Monferrato Roero, i cui paesaggi Vitivinicoli sono anch’essi Patrimonio dell’Umanità UNESCO, impone delle riflessioni sulla tutela e valorizzazione, obbliga all’ascolto dei messaggi che l’intelligenza naturale delle piante e dei frutti della nostra natura inviano, rendendoci consapevoli ed invitandoci ad assunzione di responsabilità.

Ogni anno cerchiamo di trattare la contemporaneità con uno sguardo rivolto al futuro, perché lo dobbiamo ai giovani e alle future generazioni. Viviamo un momento storico in cui si parla continuamente di Intelligenza Artificiale verso la quale si riversano i timori, gli entusiasmi e le preoccupazioni di persone ed Istituzioni.

Si contrappone l’AI all’intelligenza naturale senza avere chiaro i contorni che la delineano e le specie a cui attribuirla, ci affidiamo ad algoritmi, strumenti e meccanismi delegando la conoscenza di corpi, piante ed organismi. Ripensare alla terra, acquisire consapevolezza di quanto sia” intelligente”, argomento già trattato nelle precedenti edizioni, può farci meglio comprendere l’intelligenza artificiale. L’AI deve essere storicizzata, si nutre di scienza, di scrittura di sapere ed intelligenza naturale, così come secoli di generazioni, susseguitesi su un territorio, si sono nutrite di pratiche, di saperi e di esperienze per evolversi.

Durante le nove settimane della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba approfondiremo il rapporto tra l’Intelligenza Naturale e l’Intelligenza Artificiale, verificheremo l’evoluzione di quest’ultima e le potenzialità di utilizzo che oggi offre. Cercheremo di evidenziare l’importanza della conoscenza e dell’apertura ad ogni forma di intelligenza per poter gestire l’Intelligenza Artificiale.

E’ il ciclo vitale degli esseri viventi a dar vita e ad alimentare l’intelligenza artificiale, non il contrario, è la consapevolezza di chi siamo e dell’importanza dell’ambiente naturale che ci circonda a darci equilibrio e serenità per maneggiare senza ansia uno strumento dal potenziale incredibile come l’AI.

Tornando a citare il Prof. Mancuso, solo il tempo ci dirà se siamo stati più o meno intelligenti del mondo vegetale, migliori di altre specie nel raggiungere l’obiettivo che tutte si pongono: la loro sopravvivenza.   Tutte le specie viventi non animali non si sono mai messe in condizioni di rischio nel corso di milioni di anni, sapendo sempre adattarsi al cambiamento.
L’auspicio è di avere altrettanta INTELLIGENZA NATURALE.