
All’interno del Castello di Roddi, i partecipanti vivono un’esperienza esclusiva guidata da un grande chef, durante la quale viene realizzata una sua ricetta pensata per esaltare il Tartufo Bianco d’Alba.
Il corso, della durata di circa 2 ore, si svolge in un ambiente professionale con moderne postazioni in acciaio completamente attrezzate. All’arrivo, ogni partecipante trova la propria postazione già predisposta con tutti gli strumenti necessari. L’esperienza prosegue con la preparazione guidata del piatto insieme allo chef, supportata da un servizio di traduzione simultanea per garantire il coinvolgimento di tutti gli ospiti.
Al termine della lezione, i partecipanti si accomodano a tavola per degustare il piatto preparato, accompagnato da un vino del territorio accuratamente abbinato.
Ogni postazione può accogliere fino a due partecipanti.
La lamellata di Tartufo Bianco d’Alba non è compresa, ma potrà essere aggiunta al piatto secondo la quotazione giornaliera del Borsino del Tartufo.
LO CHEF
Tenendo fede alla filosofia del ristorante, lo chef Stefano Sforza, classe 1986 propone una cucina netta, precisa nel sapore e ben delineata nei gusti.
Senza troppi orpelli, schietta e pulita, dove “togliere” piuttosto che “mettere” (come insegnava il maestro Gualtiero Marchesi), perché inserire un ingrediente in più per dare una complessità non richiesta è una capacità di tutti, mentre lasciare nel piatto solo i sapori ben studiati, è una attitudine di pochi. Quella di Stefano è una cucina fatta di territorialità, di innovazione e di concretezza, con un menù che cambia seguendo la stagionalità dei prodotti. Dai suoi maestri, da Pier Bussetti ad Alain Ducasse, ha imparato il rigore, il rispetto e la disciplina, prima ancora di cucinare. Le basi, prima ancora delle basi. Dopo più di 15 anni di esperienze, dopo Bellevue di Cogne, Del Cambio di Torino, Trussardi alla Scala di Milano, dopo i tre anni al Turin Palace, sposa il progetto della famiglia Cometto e approda a Opera in qualità di Executive Chef. Oltre alla proposta alla carta, due menù, di cui uno vegetariano, dove Stefano esprime la sua predilezione per le verdure e gioca con le cotture e le consistenze, ed un menù “Opera” in cui farsi guidare dallo chef attraverso un percorso creativo che lascia libero sfogo al suo estro e che esprime tutta l’essenza del ristorante.
