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CONVEGNO NAZIONALE:  FORZA E FRAGILITA’ DELLA FILIERA DEL TUBER MAGNATUM PICO

Ricerche e buone pratiche, insieme alla Comunità della Cerca e cavatura del Tartufo in Italia.

Grande notorietà e prestigio, prezzi molto elevati, protagonista nell’autunno di affollate fiere e manifestazioni gastronomiche, più o meno longeve, di valenza regionale, nazionale o internazionale, e di una diffusa comunicazione in tutti i media. Ma la produzione di tartufi negli ambienti naturali è in forte calo nell’ultimo secolo a causa di molteplici fattori fra cui la deforestazione, l’abbandono e la cattiva gestione degli ecosistemi forestali, la modificazione del suolo, la diffusione di piante ospiti non simbionti dei tartufi e l’eccessivo sfruttamento antropico cui si aggiunge il cambiamento climatico.

FOCUS TARTUFO. Nelle domeniche di novembre quattro incontri rivolti agli operatori e agli appassionati, uno sulla tutela e manutenzione ambiente naturale e tartuficoltura, uno sulla metodologia dell’analisi sensoriale, uno sull’addestramento e il benessere del cane da tartufo, uno sulle politiche e i provvedimenti della Regione Piemonte.

Innovazioni nelle attività usuali del Centro studi nella Fiera:

-Agli esperti “giudici del tartufo” presenti nella Commissione qualità del Mercato del tartufo saranno affiancati i nuovi formati nel recente corso tenuto presso la provincia di Alessandria, molti dei quali giovani: trasmettere le competenze!

– I Laboratori di analisi sensoriale in tutte le settimane  del periodo di Fiera si terranno nella nuova sala dedicata all’interno del Museo del Tartufo MUDET: un ambiente accogliente per apprendere all’interno di un percorso museale ricco di informazioni e suggestioni!

– La procedura UNI di garanzia della qualità dei tartufi di almeno 50 grammi attraverso un panel di esperti e la metodologia stabilita invece di un contrassegno cartaceo si  avvarrà di un processo di notarizzazione attraverso block chain con un QR code esclusivo per ciascun tartufo contenente la sua “carta d’identità”.

Cerchiamo di far dialogare le conoscenze tradizionali del trifolao, patrimonio immateriale UNESCO, quelle della ricerca scientifica, l’educazione dei nostri sensi e la tecnologia perché il tartufo è una bontà, è un mondo, è un’esperienza plurima.