Dal 25 ottobre al 24 novembre

La Penultima Cena e altre storie – The Langhe Supper

dal mart. al ven. dalle 15 alle 18 - sab. e dom. dalle 10 alle 18

Coro della Maddalena, via Vittorio Emanuele II, 19 - Alba

La Penultima Cena e altre storie – The Langhe Supper

In pieno centro storico ad Alba (CN), nello splendido Coro della Maddalena, nei pressi dell’89° Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, domenica 27 ottobre alle ore 10.30 s’inaugura la mostra del collettivo Anotherview.

Fra presenza e memoria, immersione contemporanea e trascorso esperienziale, La penultima cena e altre storie apre le porte – anzi le finestre – sulle meraviglie dell’esistenza quotidiana in differenti scenari del mondo. Marco Tabasso, Tatiana Uzlova e Robert Andriessen, partendo da punti di vista ed esperienze diverse nel mondo dell’arte, della comunicazione e del design hanno dato vita al collettivo e al progetto Anotherview, che consiste nella realizzazione di “finestre nomadi digitali”, ognuna delle quali racconta un giorno della vita di un luogo diverso del mondo.

Nata a ridosso dell’evento tenutosi fra il 13 e il 14 ottobre sul lungo e animato tavolo conviviale apparecchiato in un vigneto davanti alle colline dell’Unesco e alla torre di Barbaresco, l’esposizione si eleva a memoria dell’installazione entro la quale si è svolta la messa in scena teatrale intitolata La penultima cena – the Langhe Supper. Un atto performativo e condiviso, che per la prima volta entra nell’opera di Anotherview, per celebrare l’autenticità delle colline di Langhe Roero e Monferrato e la rarità del Tartufo Bianco d’Alba attraverso la successione di dodici pasti per dodici persone e un cerimoniere, sedute da un solo lato, seguendo l’iconografia dell’ultima cena. Con un cambio di scena ogni due ore per un nuovo gruppo di commensali – dai cercatori di tartufo ai membri della confraternita della Nocciola delle langhe, dai presidenti dei borghi medioevali ai bambini delle scuole materne alle personalità del mondo dell’arte, della cultura e dell’enogastronomia – la lunga azione di teatro partecipato è stata filmata per ventiquattrore e diverrà oggetto della prossima opera di Anotherview, un ulteriore “finestra nomade digitale” che racconta un giorno, in tal caso “teatralizzato” ed elevato a metafora della bellezza naturalistica, della cultura e delle tradizioni enogastronomiche delle Langhe, in perfetto equilibrio fra tradizione e innovazione. La memoria di quell’evento, in mostra è affidata al tavolo lungo sei metri ideato e realizzato dall’artista e architetto italo-svedese Duilio Forte nell’ambito di una visionaria scenografia, che attraversa il Coro della Maddalena. E’ la memoria di un convivio culturale, teatrale ed enogastronomico che attraverso i piatti, i bicchieri e gli oggetti lasciati, porta i segni, le tracce di un vissuto collettivo animato da gesti, parole, pensieri e degustazioni. La penultima cena al Coro della Maddalena sta sospesa fra sacro e profano. Abita l’aura del luogo religioso rifacendosi all’iconografia sacra dell’ultima cena, riaffermando le tensioni umane tra bene e male, come del resto accade in tutte le finestre digitali di Anotherview. Perché narrano storie vissute, osservate, partecipate, che entrano nel vivo dell’esistenza quotidiana per immortalare nel flusso temporale degli accadimenti l’identità di paesaggi naturali e antropizzati, entro i quali le persone giocano il ruolo di concrete e reali comparse. Ciò che accade in quel luogo non sarà mai uguale in nessun altro giorno e la finestra digitale si eleva a memoria di una giornata unica! In una complessiva narrazione che passa da luoghi in cui si svolgono sagre e feste che durano anche tutto il giorno, come nel caso delle langhe, a luoghi religiosi, come il Gange a Varanasi, dai paesaggi a rischio di estinzione per motivi ambientali, fino ai paesaggi connotati da una forte poetica naturalistica, come la pozza di Okaukuejo nel parco nazionale Etosha in Namibia.
E’ quest’ultima, con lo straordinario passaggio di elefanti, rinoceronti, giraffe e volatili nel magico alternarsi del giorno e della notte, dell’animazione e del silenzio, a indicizzare in mostra le “altre storie” affermate nel titolo. Storie tese tra bene e male, di un’umanità alla ricerca di un altrove visionario, che ha il sapore sacrale di una riflessione, di una vista concettuale, sensoriale ed emozionale aperta sull’esistenza quotidiana come un atto di preghiera. Una preghiera che dal tavolo del convivio si catapulta sulla finestra aperta alla Namibia, installata nel Coro come un altare dedicato alla meraviglia del creato.

L’installazione in memoria dell’evento che a gennaio sarà oggetto del nuovo film e della nuova finestra digitale e l’”altare” dedicato al paesaggio africano, che connotano la mostra ad Alba, unitamente alle altre magnifiche viste sul mondo, faranno parte – come affermano gli artisti – “di un futuro catalogo di 365 giorni di viste uniche selezionate seguendo criteri narrativi, affrontando problemi e domande riguardanti la messa a rischio dell’ambiente, il continuo e intenso processo di urbanizzazione nella nostra civiltà, ma anche semplicemente cercando di cristallizzare la bellezza di un luogo in un preciso momento della sua storia”. Sabrina Zannier

La mostra è stata realizzata grazie al sostegno e alla collaborazione dell’Ente Fiera Internazionale Tartufo Bianco d’Alba, della Regione Piemonte, del Comune di Alba e dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero.

 La mostra è visitabile nel Coro della Maddalena di Alba (Via Vittorio Emanuele II, 19)

Orari fino al 24 novembre:
dal martedì al venerdì dalle 15:00 alle 18:00
il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 18:00

Per informazioni:

Camilla Rocca 3920531233 – camillarocca.press@gmail.com