Giovedì 31 ottobre

Presentazione ufficiale del progetto di valorizzazione delle torri medievali tra Langhe e Roero

Alle 18.00

Sala del Consiglio - Comune di Alba

Presentazione ufficiale del progetto di valorizzazione delle torri medievali tra Langhe e Roero

L’associazione Turris – Langhe e Roero dall’alto prosegue con rinnovato slancio la sua azione di valorizzazione delle torri medievali tra Langhe e Roero.

Come ricorda il presidente Luigi Ferrua: “Turris è nata nel 2015 con la partecipazione al bando valorizzazione della Fondazione C.R.C. con una serie di realtà che hanno aderito inizialmente al progetto: Albaretto della Torre, Barbaresco, Camerana, Castellino Tanaro, Cortemilia, Rocca Ciglié, Santa Vittoria d’Alba, Murazzano e Corneliano successivamente a questi si sono uniti Viarigi, Castelnuovo di Ceva, Niella Belbo e Santo Stefano Belbo”.
Pietro Giovannini, ideatore e project manager di Turris sottolinea che con tredici siti e oltre 200 km questo è un circuito il quale: “in un tempo in cui il nostro paesaggio è stato riconosciuto Patrimonio Mondiale, giova valorizzare la Torre, ovvero il manufatto storico espressamente creato per guardare lontano e cogliere dunque meglio e prima tutte le essenze del paesaggio culturale di Langhe-Roero e Monferrato”. Si va dalle strutture trecentesche di fortificazione e avvistamento ad opere principalmente dei Marchesi Del Carretto a quelle più tarde ad opera dei Visconti, senza dimenticare casi isolati di torri gentilizie come Corneliano o ancora importanti ruderi come Santo Stefano Belbo che permettono una lettura storica del sito sottolinea il responsabile scientifico di Turris, Sebastiano Carrara. Alcuni dei siti offrono poi altri spunti integrati al luogo d’interesse principale come ad es. Cortemilia (dove accanto alla torre troviamo il più imponente sistema di mura fortificate delle Langhe) o Murazzano dove assieme alla torre carrettesca si può visitare l’unico mulino a vento delle Langhe (ricavato su un’altra torre di guardia per altro) o ancora Castelnuovo di Ceva dove la torre veglia sulla chiesa di San Maurizio, gioiello
gotico di scuola monregalese di particolare valore artistico. I comuni turriti non sono solo affascinanti in sé ma permettono di percepire prima e meglio una
geomorfologia territoriale unica che unisce le montagne appenniniche (e nel caso di Castelnuovo di Ceva, anche la lontana linea del mare stesso) alle prime colline roerine, langarole e monferrine. Difatti quale manufatto migliore per apprezzare un paesaggio, se non una torre, ovvero una costruzione pensata appositamente per guardare? Il paesaggio, quello unico che l’UNESCO oggi riconosce si coglie in uno sguardo solo: ecco dunque le colline che gradatamente si alzano dal fiume fino a raggiungere il muro di roccia di Cadibona, del Melogno o del Nava e sfumano dalla vite al pascolo, dal noccioleto al bosco.
Dall’alto della Torre di Barbaresco si abbraccia una visuale incredibile che spazia dal monregalese alle prime montagne lombarde, unendo idealmente il mare di colline sottostante in un unicum di paesaggio vinicolo che giustamente è stato dichiarato oggi Patrimonio dell’Umanità.
Questi i valori e le opportunità che già oggi le Torri di Langhe, Roero e Monferrato offrono al visitatore.

Per Info:
Associazione “Turris” –  info@turris-piemonte.it