Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba

La Luna, bisogna crederci per forza

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La luna, – disse Nuto, – bisogna crederci per forza. Prova a tagliare a luna piena un pino, te lo mangiano i vermi. Una tina la devi lavare quando la luna è giovane. Perfino gli innesti, se non si fanno ai primi giorni della luna, non attaccano. Allora gli dissi che nel mondo ne avevo sentite di storie, ma le più grosse erano queste. Era inutile che trovasse tanto da dire sul governo e sui discorsi dei preti se poi credeva a queste superstizioni come i vecchi di sua nonna. E fu allora che Nuto calmo calmo mi disse che superstizione è soltanto quella che fa del male, e se non adoperasse la luna e i falò per derubare i contadini e tenerli all’oscuro, allora sarebbe lui l’ignorante e bisognerebbe fucilarlo in piazza.

La luna e i falò – Cesare Pavese, 1950

 

Il tartufo nell’immaginario collettivo contadino è il prodotto della terra che più rappresenta ciò che è prossimo alla natura.

Un mondo naturale, quello del tartufo, che più di qualsiasi altro si fonda su regole precise legate all’ecologia unitamente ad un contributo umano che si basa su leggi non scritte e che non conosce limitazioni nell’esplorazione.

Il tartufaio trifolao entra in contatto col tartufo attraverso il cane e nelle gelide notti autunnali percorre tempi e spazi interdetti integrandosi con la natura. Il calendario di raccolta del Tartufo Bianco d’Alba in Piemonte prevede l’apertura della stagione il 21 settembre e la chiusura il 31 gennaio, ma il cerchio del tempo agricolo annuale – che include il risveglio della natura, l’inizio dei lavori ed i raccolti – varia a seconda delle stagioni e del calendario lunare ed ha solide radici nella storia dell’agricoltura. La ricerca del tartufo è un percorso indiziario composto da spie e congetture. Il trifolao affina i sensi ed è pronto a cogliere ogni segnale e circostanza naturale unendovi la conoscenza legata a coordinate spaziotemporali frutto della sua memoria alla quale lega il calendario lunare. In altre parole la ricerca si fonda su un insieme organizzato di saperi tradizionali ed una più complessa ricerca di indizi naturali, tra questi le fasi lunari, la relativa influenza della forza gravitazionale e della luce riflessa. I trifolao attendono la luna nuova per un raccolto più ricco e sono illuminati, nelle fredde notti tardo autunnali, dalla luna piena. Il tartufo è un marcatore del calendario del lavoro e del rito annuale contadino che si raccorda ai ritmi delle stagioni, delle lune e di tutti gli eventi naturali. L’intima conoscenza dei tempi e dei luoghi del tartufo ne determina la proprietà più di quanto non faccia la superficie. L’influenza della luna sul ciclo vegetativo dei tartufi non è verificata scientificamente tuttavia, nella ricca lista dei poco razionalizzabili eventi che circondano il Tartufo Bianco d’Alba, il suo ruolo diventa un assunto perché alla “Luna bisogna crederci per forza”.

Testo a cura del Centro Nazionale Studi Tartufo, da una suggestione di Piercarlo Grimaldi

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