TRUFFLE HUNTERS AND THEIR DOGS. Un progetto fotografico di Steve McCurry

Il progetto fotografico di Steve McCurry – che nel mese di settembre ha realizzato uno shooting sul territorio – è diventato parte dell’allestimento permanente realizzato per il Museo del Tartufo di Alba: il MUDET.

L’esposizione – realizzata ad hoc per il museo stesso – è prodotta nell’ambito dell’allestimento del Museo del Tartufo a opera della Città di Alba, con il coordinamento e la collaborazione del Centro Nazionale Studi Tartufo e il contributo della Regione Piemonte, oltre al coinvolgimento della DMO Visit Piemonte. Nel contesto della 93ª edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, gli scatti del celebre fotografo statunitense arricchiranno così la proposta culturale cittadina a corollario della manifestazione.

La mostra, dal titolo “Truffle hunters and their dogs”, raffigurerà i ritratti dei trifolao da tutte le province della regione, con l’intero Piemonte rappresentato. La curatela della mostra di Steve McCurry, rappresentato in Italia in via esclusiva dall’agenzia Sudest57 di Milano, è affidata a Maurizio Beucci.

Il MUDET

Il Museo del Tartufo di Alba affonda le proprie radici nel Cortile della Maddalena, nel cuore cittadino dove ogni autunno si svolge la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. L’iter è cominciato nel novembre 2017 con l’approvazione del Protocollo di intesa tra la Regione Piemonte, il Comune di Alba e il Comune di Montà, dove è in corso la realizzazione di un ulteriore spazio espositivo. Nel 2018 è stato indetto un Concorso di idee per le due sedi: ad aggiudicarsi il primo posto il raggruppamento temporaneo di professionisti composto dagli architetti Antonello Stella, Narciso Piras e Simone Braschi di Ferrara. Dopo lo studio di fattibilità tecnica ed economica, anche la fase della progettazione definitiva ed esecutiva è stata affidata al gruppo di architetti guidati da Stella.

Steve McCurry

Steve McCurry è una delle figure più iconiche della fotografia contemporanea da oltre cinquant’anni. Nato a Filadelfia, in Pennsylvania, McCurry ha studiato cinematografia alla Pennsylvania State University, prima di cominciare a lavorare per un giornale. Due anni dopo, McCurry fece il primo di quelli che sarebbero diventati numerosi viaggi in India. Viaggiando con poco più di una borsa di vestiti e della pellicola, attraversò il subcontinente, esplorando il Paese con la sua macchina fotografica. Fu dopo diversi mesi di viaggio che attraversò il confine con il Pakistan. In un piccolo villaggio, incontrò un gruppo di rifugiati provenienti dall’Afghanistan, che gli fecero passare di nascosto il confine, proprio mentre l’invasione russa stava chiudendo il Paese ai giornalisti occidentali. Riemergendo in abiti tradizionali, con la barba folta e i lineamenti consumati dalle intemperie dopo mesi trascorsi con i Mujaheddin, McCurry si fece strada oltre il confine con il Pakistan con la sua pellicola cucita sui vestiti. Le immagini di McCurry furono tra le prime a mostrare al mondo la brutalità dell’invasione russa. Da allora, McCurry ha continuato a creare immagini indimenticabili in tutti e sette i continenti e in numerosi Paesi. Il suo lavoro abbraccia conflitti, culture in via di estinzione, antiche tradizioni e cultura contemporanea, ma conserva sempre l’elemento umano che ha reso la sua celebre immagine della ragazza afgana un’immagine così potente. McCurry è stato insignito di alcuni dei premi più prestigiosi del settore, tra cui la medaglia d’oro Robert Capa. Più recentemente, la Royal Photographic Society di Londra ha assegnato a McCurry la Medaglia del Centenario alla carriera e nel 2019 McCurry è stato inserito nella International Photography Hall of Fame.

Credits foto: Steve McCurry